Domande frequenti

COS’È LA CANNABIS / CANAPA?

La cannabis (o canapa) è una pianta a fiore della famiglia delle Cannabaceae, sottoinsieme dell’ordine delle piante Urticales. Ne esistono tre specie: Sativa, Indica e Ruderalis e diverse sottospecie.

In natura si contraddistingue per essere una pianta a ciclo annuale, che germina in primavera e fiorisce in estate inoltrata, quando le ore di luce diminuiscono. Fisicamente, pur con variazioni anche notevoli, si presenta di altezza media di 1,5 – 2 metri ed è caratterizzata da foglie palmate e fusto diritto e peloso. La sua impollinazione è anemofila, avviene cioè grazie al trasporto del vento.

Per molto tempo si è ritenuto fosse originaria dell’Asia centrale, dove furono ritrovate prove della sua coltivazione già a partire dal 5.000 a.C.. Tuttavia recenti studi mettono in dubbio questa origine, lo studioso Giorgio Samorini, ad esempio, ha testimoniato l’esistenza in Europa di canapa allo stato selvatico ben prima di questa datazione. I ritrovamenti più antichi sono stati in Italia: nel lago di Albano, in provincia di Roma, con una datazione del 11.500 a.C., e nei fondali costieri dell’Adriatico centrale, con le prime datazioni all’11.000 a.C. 

QUAL È LA DIFFERENZA TRA CANAPA E MARIJUANA?

La differenziazione tra canapa e marijuana ha un’origine del tutto arbitraria che è stata introdotta negli Usa, all’alba del proibizionismo, a partire dagli anni ’30, quando le lobby dell’industria ed i media cominciarono a costruire la criminalizzazione della pianta e quindi le basi del proibizionismo.

Tuttavia si tratta di una classificazione che in certo modo si è imposta ed oggi viene ampiamente utilizzata entrando a far parte dei dizionari e delle classificazioni comuni.

Con il nome di canapa si intende la varietà priva di principio attivo psicoattivo (in natura, generalmente, il maschio della pianta), che viene utilizzata per produrre alimenti (semi, olio, farina), bio-carburante, carta, tessuti, cordame, prodotti cosmetici e materiali (spesso innovativi e molto efficienti) e per la bio-edilizia.

Con il termine marijuana si intende invece la variante di canapa contenente il principio attivo Thc in quantità capaci di generale effetto psicoattivo. La marijuana è considerata una droga leggera e la sua coltivazione in Italia è vietata. Anche se sempre più paesi nel mondo la stanno legalizzando 

QUALI SONO I PRINCIPALI USI DELLA CANAPA

La canapa è una pianta che ha accompagnato l’umanità per migliaia di anni. Originaria delle regioni dell’Asia Centrale, lungo il corso dei secoli si è diffusa praticamente ovunque, superando ogni tipo di avversità ambientale. Possiamo trovarla in tutto il bacino mediterraneo e nelle Americhe, nelle regioni più interne dell’Africa e in nord Europa, nel continente australiano e nell’Oriente più estremo.

I suoi utilizzi sono innumerevoli, ma noi li abbiamo riassunti e semplificati in 9 grandi settori: uso ludico / spirituale / religioso, uso medico, uso edile, uso tessile, uso carta, uso alimentare, uso cosmetico, uso plastica, uso carburante.

Sono tutti spiegati in questa pagina speciale del nostro sito web.

LA DIFFERENZA TRA CANNABIS SATIVA, INDICA E RUDERALIS

Indica, sativa e ruderalis rappresentano le tre principali tipologie genetiche di cannabis. Anche se, botanicamente parlando, queste tre varietà appartengono tutte alla stessa famiglia delle Cannabaceae, ciascuna presenta caratteristiche genetiche proprie.

La cannabis sativa è quella che raggiunge le dimensioni più imponenti ed è originaria delle zone equatoriali. Le piante di sativa sono meno cespugliose e più alte ed hanno rese produttive proporzionalmente più elevate. Le foglie sono sottili e a sette punte, ovvero sono le “classiche” foglie di ganja comunemente rappresentate. In natura la cannabis sativa tende ad avere alte concentrazioni di THC ed un contenuto relativamente basso di CBD, una volta fumata genera effetti fortemente cerebrali, stimolanti ed energizzanti, favorendo la concentrazione e l’aumento della creatività.

La cannabis indica è più cespugliosa e contenuta nelle dimensioni. È originaria delle zone subtropicali più impervie, caratterizzate da una luce solare meno costante durante l’anno rispetto all’habitat equatoriale della sativa. Per questo le foglie delle piante di indica si contraddistinguono per la loro forma più tozza e per la superficie più larga delle singole “dita” delle foglia, adatte ad ottimizzare la luce solare ricevuta. Le varietà di Cannabis indica sono conosciute il contenuto CBD, decisamente più elevato rispetto alla sativa. Genera effetti caratterizzati da rilassatezza mentale e muscolare, calmanti e concilianti del sonno.

La cannabis ruderalis cresce in natura nelle regioni climatiche più rigide, come Russia e Cina del nord. La sua caratteristica principale è quella di essere autofiorente, ovvero di non dipendere dal fotoperiodo per fiorire. Per questo è in grado di crescere anche abbandonata a sé stessa, senza necessitare di cure particolari. La ruderalis contiene livelli di THC e CBD talmente bassi da essere inefficaci in forma pura. Per questo è stata a lungo inutilizzata. La sua rinnovata celebrità è da attribuire alla sua utilità nella creazione di genetiche ibride (ovvero in parte ruderalis, e in parte indica e/o sativa), dalle quali si ottengono varietà di cannabis con concentrazioni di principi attivi proprie della indica o della sativa, ma autofiorenti, e quindi più facili da coltivare.

QUALI SOSTANZE CONTIENE LA CANNABIS?

La cannabis contiene un’enorme quantità di principi attivi. Su oltre 600 sostanze che la compongono troviamo i terpeni (oltre 200), gli idrocarburi, i flavonoidi, gli acidi grassi, gli alcoli, gli aldeidi e altre sostanze ancora, oltre ai circa 120 cannabinoidi che sono stati identificati fino ad oggi.

La distribuzione dei cannabinoidi varia nei differenti ceppi di cannabis ed in genere solo tre o quattro cannabinoidi si trovano in una pianta in concentrazioni superiori allo 0.1%.

COS’E’ IL THC?

Il Δ-9-tetraidrocannabinolo (THC) è il componente più conosciuto della cannabis: è l’unico cannabinoide ad avere proprietà psicoattive ed è stato isolato per la volta nel 1964 grazie al lavoro condotto dal dottor Raphaem Mechoulam. Si lega ad entrambi i tipi di recettori finora identificati, i recettori CB1 e CB2. Ricerche approfondite negli ultimi decenni spiegano che il THC possiede numerose proprietà medicinali che sono utili in una vasta gamma di disturbi, alcuni dei quali comprendono: il morbo di Alzheimer, l’aterosclerosi, il glaucoma, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, l’apnea del sonno, la sindrome di Tourette, il cancro (in varie forme) e molti altri. Il THC ha anche proprietà antiemetiche (anti-nausea) che lo rendono utile per il trattamento di AIDS e pazienti in chemioterapia.

COME AGISCE IL THC?

Gli studi che documentano gli effetti a lungo termine dell’assunzione di THC hanno avuto risultati diversi e incoerenti. Anche se molto dibattuti, alcuni studi sostengono che un impiego a lungo termine possa provocare effetti collaterali negativi come perdita di memoria a breve termine o tassi più elevati di psicosi e schizofrenia. Ma il THC ha anche dimostrato di avere una serie di effetti positivi sulle cellule cerebrali. Considerando che la maggior parte delle droghe ricreative sono neurotossiche, il THC è considerato un “neuroprotettore” e significa che può proteggere le cellule cerebrali dai danni causati ad esempio da infiammazione e stress ossidativo. Gli scienziati hanno anche dimostrato che il THC può favorire la crescita di nuove cellule cerebrali attraverso un processo noto come neurogenesi.

COS’E’ IL CBD?

Il CBD è un altro cannabinoide attualmente al centro di diverse ricerche scientifiche per le sue doti terapeutiche. Non solo, perché la proprietà del CBD di contrastare gli effetti psicoattivi del THC, ha visto l’ingresso di questo cannabinoide anche nel settore della cannabis ricreativa con molti strain che sono stati arricchiti di CBD in rapporti di 1:1, 2:1 o superiori rispetto al THC. Oltre agli studi come antipsicotico e nella terapia del dolore il CBD e genetiche di cannabis ad alto contenuto di questo cannabinoide, sono al centro di diverse sperimentazioni e studi clinici su diverse forme di epilessia farmaco-resistente, in particolare in casi pediatrici e di giovani pazienti.

COSA SONO I TERPENI?

I terpeni sono la classe di sostanze chimiche con il più vasto assortimento di odori e sapori. Contribuiscono in modo determinante alla qualità di frutta e verdura e sono coinvolti nella sintesi di sostanze biochimiche diverse come vitamine, ormoni, oli e cannabinoidi ed hanno diverse proprietà terapeutiche. Nella cannabis sono stati identificati diversi terpeni dagli effetti terapetuici come ad esempio il mircene, il limonene, il β-cariofillene ed il pinene.

COS’E’ L’EFFETTO ENTOURAGE? 

Il risultato della combinazione fra tutte le sostanze contenute nella cannabis è chiamato effetto entourage; è dimostrato da numerosi studi scientifici che può modificare significativamente l’azione dei principali principi attivi, migliorandone l’azione e riducendo al minimo i possibili effetti collaterali. I primi studi risalgono al 1974, mentre le ricerche più recenti e accreditate sono dello studioso Ethan B. Russo. Alcuni terpeni ad esempio si legano con neurotrasmettitori come i recettori CB1 e CB2, influenzando diverse funzioni del nostro organismo e la sua risposta ad agenti esterni. Altri sembrano modificare la permeabilità delle cellule modulando, ad esempio, l’assimilazione del THC. Altri ancora interagiscono con il rilascio di dopamina e serotonina.

 

Fonte DolceVita on line